L’epica battaglia dei sistemi operativi: remake


La rivalità Milan – Inter ha perso per me molto presto significato, sostituita ben presto da MS-DOS vs Apple dapprima, Windows Vs OS/2 e iOS vs Android in tempi più recenti. In realtà sono trascorsi quasi vent’anni dal confronto senza esclusioni di colpi tra Microsoft e IBM per la supremazia nel mondo dei personal computer, con Redmond vincitrice su Big Blue. All’inizio degli anni novanta l’attenzione dell’intero settore dell’Information technology gravitava – giustamente o ingiustamente non so dirlo – sul divorzio tra la software house di Bill Gates e l’icona del mondo dell’informatica, IBM. Oggetto del contendere stabilire quale fosse il prodotto capace di traghettare l’industria verso il mitico mondo dei 32bit, all’epoca evento visto e percepito come un miraggio e poi rivelatosi una mezza delusione a conti fatti. Dapprima alleate, le due aziende arrivarono ben presto a un punto di rottura e di non ritorno dando origine a uno scontro per i tempi percepito come titanico ed epocale. Per la cronaca, prevalse Microsoft con Windows. In quegli stessi anni Apple era praticamente sul lastrico, vicino alla bancarotta. Fu proprio Microsoft a salvare Apple con un’iniezione di cash come compensazione per una serie di patent infringments sollevati dalla casa di Cupertino. Per chi volesse rivivere quegli attimi o capire la storia di quegli anni, esiste un fantastico podcast che consiglio vivamente. Lo trovate qui. Potrete vedere un giovane Steve Jobs e un incredibilmente nerd Bill Gates parlare di computing in aree glaciali dimenticate da molti.

Recentemente i media hanno rispolverato il tema delle rivalità tra aziende nell’ambito dei sistemi operativi, rivisitando il concetto in chiave moderna. In primo luogo i contendenti sono ora Apple e Google in primo luogo, con Microsoft, RIM, HP e Nokia in qualche modo comprimari. Ma l’attenzione gravita attorno alle due aziende della Silicon Valley anche per il maggior appeal che i rispettivi brand esercitano in tutto il mondo, negli USA di sicuro. La novità risiede anche nello shift dell’attenzione dai personal computer (qualcuno li chiama ancora così?) verso gli smartphones, ormai il vero fulcro dell’innovazione tecnologica a tutti gli effetti. La società di ricerche di mercato Gartner Group ha recentemente comunicato i risultati di alcune loro analisi in questo segmento. E i risultati sono decisamente interessanti.

In primo luogo è previsto che nel 2011 il numero di smartphones venduti in tutto il mondo supererà per la prima volta quello dei computer. Intanto in Q3 2010 il mercato dei dispositivi mobili ha assunto la seguente fisionomia, con quattro sistemi operativi a dividersi il mercato: Microsoft non è una di queste. Questo aspetto inizia a diventare particolarmente interessante se si pensa che dal 1981 il mondo del computing personale si è basato sull’asse Intel – Microsoft, denominato anche Wintel dalla fusione di Windows e Intel. Come indicato dalla tabella, di Windows c’è molto poco in questo segmento che supera abbondantemente i 269.9M di pezzi venduti all’anno (173.5M nel 2009) e che dovrebbe raggiungere i 500M nel 2011. E anche di Intel non c’è molto. Inoltre, giusto per rendere il quadro ancora più complicato, nel 2011 le previsioni di vendita nel segmento dei Tablet si assestano attorno ai 55M di pezzi (54.8M per la precisione), cifra che ha indotto Gartner a ridurre le proprie stime di vendita di laptop e desktop, indicando una flessione particolarmente significativa per il sotto segmento dei notebook come già riscontrato nel 2010. Per il 2010 le stime di vendita di PC (mi devo forzare) sono state ridotte a 352.4M, +14.3% rispetto al 2009 invece della stima iniziale di crescita del 17.9%.

Questo nuovo mix di form factors produce come effetto collaterale anche una revisione delle classiche tabelle di market share per sistema operativo. Una nuova, più attuale, interpretazione del concetto di OS porta a considerare l’intero mix di prodotti – computer, tablet e smartphones – visto che in tutti i casi esiste un fervido ecosistema di sviluppo applicativo, la vera essenza del successo di un OS in ultima battuta. In pratica nel 2011 per la prima volta assisteremo alla diffusione massiccia principalmente di due piattaforme di sviluppo software – iOS di Apple e Android di Goole – che cumulativamente raggiungeranno e forse supereranno il mondo di Windows per computer “tradizionali”. Veramente un cambio epocale e forse l’inizio della fine di un’era.

Inoltre come effetto collaterale e a solo scopo statistico, la strabiliante performance di iPhone, iPod touch e iPad combinata alla crescita in popolarità e diffusione dei Mac porterebbe quindi Apple a raggiungere il 12% del mercato dei sistemi operativi, una cifra mai raggiunta in passato. E, come sottolineato in precedenza, nel segmento emergente della consumer electronics, questa percentuale sarebbe ancora più elevata. Ma anche in casa Apple esiste competizione tra Mac OS X e iOS. Nel 2010 le stime di vendita dei Mac oscillano tra gli 11 e i 15M, mentre i dispositivi con iOS sono nell’ordine delle decine di milioni di pezzi.

I numeri sembrano fornire indicazioni chiare. Ma è la realtà di tutti i giorni che ciascuno di noi come consumatore è in grado di toccare con mano che fa comprendere come effettivamente ci si stia progressivamente spostando verso piattaforme molto diverse dal passato, veri e propri computer tascabili dotati di “sensi” e qualità “biologicamente” assenti nei PC. Fantastica evoluzione!

    • Stefano Maruzzi

      All’epoca sembrava quasi una battaglia di “giustizia” e una cosa logica da intraprendere. Comunque sia, ci siamo dati da fare e in buona fede.

  1. Occupandomi, tra le altre cose, anche di applicazioni mobile con finalità di marketing, posso dire che l’attuale frammentazione dei sistemi operativi è un vero problema per il cliente. L’incertezza su quali saranno i cavalli vincenti è molta.
    Tuttavia, una cosa mi sembra assurda: le tante (troppe) aziende che sputano fuori applicazioni solo per iPhone quando ormai i dati disponibili (Gartner, ma anche AdMob) ci dicono che Android ha ormai di gran lunga superato iOS. Un esempio lampante di come a volte si investa dove è più “sicuro” (ergo: dove fa “figo”) piuttosto di dove convenga razionalmente!

  2. Pierpaolo Taliento

    Tutto vero e futuribile, ma ad oggi l’utilizzo di smart phone per applicazioni core non ha ancora ridotto il tempo di utilizzo del PC sia dal lato consumer che business.
    Credo che ci vorra’ ancora qualche anno per vedere una vera rivoluzione, ed in un mercato cosi’ frammentato e’ ancora difficile prevedere se ci sara’ un vincitore. Ancor di piu’ sapere chi sara’ 🙂

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