Qual è il mio diritto a documentare e a ricordare?


Texans - 0048 - 12-23-2012Recentemente ho assistito a una partita di football americano (NFL) e a un incontro di basket (NBA). Entrambi in Texas, come è logico che sia. I Texans Houston hanno disputato una fase iniziale della stagione più che scintillante per poi spegnersi a dicembre, compromettendo tutto il buono fatto nelle prime giornate del campionato. A me è capitato assistere dal vivo a una cocente sconfitta in casa, ottenuta attraverso una prova di gioco molto modesta. Unica consolazione aver scattato qualche foto ricordo. In realtà mi sono presentato armato di un tele da 400 che sulla mia DSLR equivale a 640 visto il fattore di conversione. Insomma, non proprio una soluzione fotografica tascabile.

Texans - 0899 - 12-31-2000Ai controlli preliminari nessuna osservazione né una volta all’interno di Reliant Stadium nonostante non passassi inosservato per l’ingombrante attrezzatura. In estrema sintesi, sembrerebbe che come spettatore pagante abbia il diritto non solo di assistere all’evento dal vivo, ma anche di immortalare qualche momento chiave e particolarmente interessante come ricordo dell’occasione.

Le mie foto hanno catturato gli atleti in azione e, involontariamente, anche altri spettatori. Texans - 0019 - 12-23-2012La sensazione di aver violato il diritto alla privacy in almeno qualche migliaio di circostanze l’ho provato, ma non mi ha trattenuto dal continuare a scattare. Per contro, i tifosi accampati di tutto punto nell’area di parcheggio dello stadio – cucina da campo, televisori al plasma, impianti stereo da discoteca – erano ben felici di vedere così tanta organizzazione permanentemente memorizzata in scatti fotografici di anonimi tifosi.

 

Texans - 0026 - 12-23-2012Stesso discorso per singoli tifosi convinti che il supporto alla propria fede sportiva debba essere completo, coinvolgente ed esteriormente riconoscibile. La cosa mi ha in qualche modo rincuorato: la coreografia sugli spalti costituiva un invito a scattare altre foto quasi in modo esplicito. Privacy individuale violata da un punto di vista teorico, ma in alcuni casi in realtà si è trattato di un boost all’ego di diversi personaggi.

Le cose sono andate meno bene passando dall’NFL alla NBA. Non posso sostenere che queste siano le regole per tutti i palazzetti del basket, ma all’AT&T Center di San Antonio dove giocano i magici San Antonio Spur è categoricamente vietato introdurre qualsiasi macchina fotografica che abbia una lente rimovibile. Questo il criterio adottato per distinguere tra soluzioni pocket e apparecchiature più professionali. Credo che il razionale alle spalle di questa decisione sia il potere di zoom limitato delle apparecchiature più compatte. Tutti quindi a scattare foto e riprendere il gioco con gli iPhone di turno, ma divieto assoluto di immortalare l’interno con una qualità fotografica almeno decente. Immagino per molti un non problema. Per me che sono quasi fissato con l’HD, una profonda delusione.

San Antonio Spurs - 0001 - 12-26-2012A distanza di pochi giorni a qualche centinaio di miglia, esperienze diametralmente opposte. Quale sia il motivo delle restrizioni di San Antonio non mi è chiaro. Maggior rigidità da parte della NBA nell’enforcement delle regole sul diritto d’immagine dei giocatori? Interessi economici in gioco? Rischi di compromettere gli atleti qualora dovessero verificarsi molteplici scatti contemporanei? Se fosse, di sicuro non per un problema acustico visto il rumore creato ad hoc da parte delle tifoserie. Semplice desiderio di rispettare le regole del diritto d’immagine? Nessuna di queste ipotesi regge, a mio avviso. È certo che non è particolarmente chiaro come comportarsi e quali regole seguire, non solo in occasione di eventi sportivi, ma anche per le vie cittadine.

Rimane la delusione di non aver immortalato un dunk. E sei Texans avessero fatto almeno un lancio decente, forse ancor meglio!

Un Commento

  1. La mia esperienza a concerti ed eventi musicali qui a Seattle e’ analoga alla tua, Stefano. Jazz Alley ha una policy “no video, no flash photography”, ma e’ perfettamente OK se io mi aggiro per la sala con una DSLR e un 50-150 f/2.8 e scatto qualche centinaio di foto per set, senza flash (qualche artista vieta pure quello, ma sono rare eccezioni: Hiromi e Pat Metheny sono due esempi). Meno contenti gli altri spettatori se scatto direttamente dal tavolo quando sono nelle prime file… Al Paramount, Opera, e Benaroya, di solito e’ vietato qualsiasi genere di camera, ma ovviamente tutti hanno una qualche sorta di camera-phone, e il loro uso e’ tollerato. Al Moore, niente camera con lente rimovibile. Al Neptune, nessuna regola, apparentemente (Paramount, Moore, e Neptune fanno parte dello stesso gruppo). Non mi resta che comprare una mirrorless coloratissima, con zoom, sperando la prendano per una qualsiasi point and shoot… 🙂

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