Elop: un altro CEO da cui imparare


Ecco alcuni risultati ottenuti dal suo insediamento da Stephen Elop, l’ex manager Microsoft di origine canadese chiamato alla guida di Nokia per risollevare i destini dell’azienda:

  • l’azione ha perso il 75% del suo valore;
  • la capitalizzazione di borsa è attualmente inferiore ai 9 miliardi di dollari rispetto agli oltre 400 di Apple. Google ha acquistato Motorola nell’agosto 2011 per 12 miliardi di dollari giusto per fornire un paragone;
  • ha perso la posizione di leader mondiale nella vendita di cellulari a vantaggio di Samsung dopo 14 anni di leadership;
  • la strategia di partnership esclusiva con Microsoft si è dimostrata un vero fiasco, come facilmente prevedibile vista la forte competizione e il completo cambio di direzione strategica adottato;
  • ha licenziato 14.000 dipendenti nel 2011;
  • ha annunciato altri 10.000 licenziamenti questa settimana;
  • la quota di mercato è scesa dal 63% al 48%, sotto il 50% per la prima volta in assoluto in Finlandia;
  • vendite in calo del 29% nel primo trimestre.

Per il futuro, la strategia prevede di concentrare gli sforzi sui mercati principali, tagliare il prezzo dei dispositivi e trovare una risposta alla domanda che lo stesso Elop si è posto: “How do you get a preferred position on a shelf, how do you make sure the lights on your device are brighter than the ones from down the road?”.

Altre frasi dalla conf call con gli analisti lasciano leggermente perplessi circa la profondità del pensiero:

  • “We need to compete with Android aggressively”
  • “The low-end price point war is an important part of that”
  • “We have truly great products but aren’t getting the traction that we would prefer.”

Visti gli eccellenti risultati conseguiti, il compenso nel 2011 di Elop è stato pari a $10.5 milioni come riportato qui. Elop è alla guida di Nokia dal settembre 2010. Nel febbraio 2011 ha siglato una partnership commerciale con Microsoft abdicando e abbandonando i propri sistemi operativi (Symbian in premis) a favore di Windows Phone. In quella data era ancora in possesso di alcuni milioni di azioni Microsoft, condizione che ha suscitato all’epoca qualche imbarazzo visti gli interessi in gioco.

Esistono oggettivamente tutti gli elementi per ritenere il presente dell’azienda molto critico e il futuro particolarmente cupo anche alla luce delle decisioni prese che hanno eliminato gran parte del lavoro di R&D a favore della soluzione Microsoft, la meno credibile sul mercato al momento rispetto a iOS e Android. In tutto questo contesto si inseriscono poi le previsioni degli analisti di settore che indicano nella piattaforma Windows Phone la soluzione leader nel 2016. Tutto è possibile, forse però a Microsoft serve una strategia distributiva differente e a Nokia qualche idea in più. E alcuni ipotizzano ci siano le condizioni per un’acquisizione. Con magari un bel premio per l’attuale dirigenza.

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