Apple ha già la sua televisione. Però iTV ha molto senso


Apple ha venduto 3 milioni di pezzi di Apple TV. Ma non mi riferisco a Apple TV. Sarebbe tropo semplice, scontato e anche inutile. La terza incarnazione della settop box finalmente supporta la risoluzione HD a 1080p, una necessità oggigiorno. Il collegamento della piccola scotolina nera a uno schermo ad alta risoluzione con un cavo HDMi e uno ottico al sistema di Home Theater costituisce di fatto una combinazione estremamente potente, efficiente e capace di trasferire un’esperienza piacevole e gradevole nel caso del negozio iTunes americano particolarmente ricco di contenuti. Poi c’è AirPlay e iPad, due elementi centrali per lo sviluppo futuro e di cui parlerò più sotto.

Eppure da tempo le speculazioni circa l’introduzione di un’ipotetica iTV hanno raggiunto i media di tutto il mondo anche a seguito di quanto riportato nella biografia postuma di Steve Jobs. L’idea di una televisione prodotta da Apple è sicuramente affascinante e stuzzica gli appetiti di molti utenti desiderosi di aggiungere un ulteriore componente marchiato Apple all’arredamento di casa. E un televisore da qualche dozzina di pollici non passerebbe di certo inosservato nel salotto di casa! Ma serve a Apple produrre una televisione? A mio modesto avviso potrebbe avere molto senso, per almeno due motivi. Il primo è di tipo strategico, il secondo economico.

Innovazione e TV. Le macro tappe dell’innovazione nell’apparecchio televisivo hanno riguardato il passaggio al colore, l’abbandono del CRT, l’introduzione dell’alta definizione e il 3D. Negli anni sono state introdotte modalità di trasmissione differenti – dal satellite al digitale – portando a un sempre maggiore sfruttamento dello spettro e a una qualità e affidabilità più elevate. Ma il televisore è stato e tutto sommato continua a essere un dispositivo abbastanza limitato nella dotazione di intelligenza. Solo recentemente – grazie soprattutto a Samsung – hanno fatto la comparsa sui mercati dei modelli sofisticati non solo nella componente strutturali, ma dotati di buone quantità di software al proprio interno. Giustamente Samsung ha utilizzato il nome di SmartTV per differenziare la propria offerta dai competitor. Parlare alla televisione o impartire comandi attraverso gesti sicuramente un passo in avanti rispetto al telecomando, così come l’inclusione di contenuti provenienti dalla connessione Internet inclusa nel televisore. Ed è proprio questo l’elemento di rottura con il passato e che decreta di fatto la fine dell’apparecchio televisivo, ormai morto e defunto. Esiste solo uno schermo – spesso bellissimo per qualità e di dimensioni superiori anche a 5 dozzine di pollici – i cui pixel devono essere popolati e animati con contenuto interessante. E qui entra in gioco il software e su questo piano Apple può effettivamente aprire le porte a un nuovo mondo.

Includere lo scatolotto Apple TV in uno schermo HD, 3D un esercizio tecnicamente semplicissimo e il primo passo per la costruzione dell’ipotetica iTV Apple. Cosa serve d’altro? L’evoluzione più logica consiste nel fare di questo nuovo dispositivo un ulteriore rappresentante della famiglia iOS. Sembra una sottigliezza, ma le implicazioni sono notevoli. La più logica significa trasformare la TV in una piattaforma software sulla quale consentire l’esecuzione delle centinaia di migliaia di applicazioni attualmente disponibili per iOS e quelle che verranno progettate in futuro. Già solo questo comporterebbe entrare in un conflitto aperto e dichiarato con i produttori di console di videogiochi, Microsoft e Sony soprattutto. Perché di fatto significherebbe come minimo rubare “play time” alla concorrenza, tempo dedicato al gioco sempre parte del free time di ogni consumatore e risorsa limitata. Altra naturale conseguenza, legittimare l’accesso e la visione dei contenuti presenti su Internet come goffamente provato da diverse aziende, non ultima Google con l’esperimento Google TV che Sony e Logitech ricordano ancora molto bene (probabilmente sono gli unici a ricordarselo visto l’insuccesso nelle vendite dell’iniziativa).

Come si inserisce iPad in questo ipotetico scenario? Ruolo fondamentale in qualità di controllore e di “telecomando” di questo nuovo genere di dispositivo. Abbinare un iPad significa semplificare qualsiasi operazione di ricerca e di selezione potendo contare su una superficie manipolabile molto facile e intuitiva oltre a disporre anche di un’interfaccia audio ipotizzando l’avvento di Siri anche sul tablet. Inoltre la combinazione iTV – iPad consentirebbe la creazione di esperienze uniche e vincenti sfruttando il second screen come supporto alla programmazione e ai contenuti presentati sul first screen.

Dal punto di vista economico, esistono gli spazi secondo il tipico modello Apple per una iTV? Difficile rispondere in modo preciso. La caratteristica di Apple nell’industria dei computer è quella di controllare il segmento di fascia alta posizionando i propri prodotti molto al di sopra del prezzo medio delle macchine Windows, quasi operando in regime di monopolio presso l’utenza di riferimento. Questo ha garantito sempre margini elevati coniugati negli ultimi 3 anni anche un’espansione del parco clienti, la combinazione vincente. Quindi quanto potrebbe costare una ipotetica iTV? I modelli più grandi e meglio equipaggiati di Samsung si attestano sui €2500 (molto meno negli USA) con la solita e naturale tendenza a una progressiva diminuzione nel tempo. Sappiamo che la componente Apple TV comporta un costo sui €100, una cifra facilmente annegabile in un prodotto premium caratterizzato dal logo di Apple.

I dati di mercato negli USA indicano il prezzo medio di un modello a 47″ sotto i $1000, mentre LG e Samsung stanno per lanciare prodotti con tecnologie innovative a $8000 (OLED), soluzioni riservate a veri appassionati e amanti dell’innovazione tecnologica. Inoltre, solo l’8% delle famiglia americane dispone di un modello 3D, tecnologia molto pubblicizzata, ma di limitata presa presso i consumatori. Inoltre, dettaglio da non sottovalutare, il tasso di acquisto di un nuovo televisore negli USA è molto superiore a quello di computer e cellulari, visto che supera i sette anni e il numero medio di TV nella case americane è di 2.8. Dinamiche differenti dal “territorio” ormai abituale di Apple e che potrebbero indurre a qualche riflessione aggiuntiva. Per quanto concerne i volumi, Samsung è il produttore #1 al mondo e nel 2011 ha raggiunto i 45 milioni di esemplari venduti. Analizzando i risultati finanziari di tre ex-grandi produttori giapponesi – Sharp, Sony e Panasonic – i bilanci sono pesantemente in rosso e da anni ormai. Il mercato è ampiamente nelle mani delle aziende sud coreane, Samsung e LG principalmente. Nessuna azienda statunitense opera nel settore, salvo un tiepido e poco riuscito tentativo da parte di HP di qualche anno fa.

Per Apple sarebbe indispensabile e forse naturale costruire un proprio posizionamento su tutti i fronti. Personalmente immagino un approccio con un set limitato di modelli replicando quanto avviene per i Mac. Quindi iTV in 3 massimo quattro dimensioni. Questa soluzione faciliterebbe la produzione, la gestione logistica e le vendita, queste ultime in grandissima parte concentrate attraverso i propri punti vendita (principalmente dimostrazione, supporto e assistenza visto che gli Apple Store non sono adatti al ritiro di merce voluminosa) e soprattutto il sito web. Operando in questo modo replicherebbe quanto fatto con gli altri prodotti, riuscendo a trattenere gran parte del valore, limitando al minimo la condivisione con terze parti. Il prezzo non potrebbe essere che premium potendo monetizzare il brand oltre a funzionalità innovative, mentre sui volumi di vendita ritengo le cifre meno interessanti di quanto potrebbe sembrare a prima vista perché molto dipenderebbe dalla capacità di aggregare contenuti all’hardware, combinazione ben riuscita negli USA e meno altrove.

Da ultimo, una considerazione di posizionamento. L’eventuale ingresso di Apple nel segmento della televisione non farebbe altro che aprire un nuovo fronte di competitività tra l’azienda di Cupertino e la coreana Samsung, i due leader incontrastati nel segmento dei telefoni cellulari. E gli altri?

Il mio prossimo acquisto. Una Apple iTv, ovviamente!

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