La battaglia mai iniziata dei tablet


Oggi HP ha quasi ufficialmente comunicato che uscirà dal business dei tablets. Scelta che non sorprende nemmeno di un millimetro. L’unica vera domanda da porre a Leo e al board (Leo sta per Apotheker, il nuovo CEO di HP da una decina di mesi e di provenienza SAP) è chi abbia mai autorizzato prima l’acquisizione di Palm e poi l’approvazione del progetto tablet. Sono scelte semplicemente scellerate che mi lasciano esterrefatto considerando la frequenza con cui si manifestano e le dimensioni del buco che generano. Giusto per non lasciare HP in solitudine, ricordo Zune di Microsoft – avrebbe dovuto uccidere Apple iPod – e, giusto per non infierire – il fantastico telefono Kin sempre di Microsoft. Aggiungerei anche Skype, ma per educazione conviene aspettare ancora qualche mese o poco più. Palm è costata $1.2B ad HP, cifra che ha fatto la fortuna degli azionisti che hanno incassato un premium price del 26% al momento della vendita.

Già da qualche giorno il prezzo del tablet di HP era stato scontato del 20% in seguito a vendite inesistenti. L’unica cosa positiva che rimarrà di questo tablet sono i commercial TV, veramente belli e ben fatti. Il mio preferito quello con Russel Brand, il comico inglese noto per aver sposato lo scorso anno la cantante Kathy Perry, per un humor a volte eccessivo (ha avuto qualche problemino con un suo show in BBC) e per una scena a mio avviso esilarante nel film Forgetting Sarah Marshall (ma il mio giudizio cinematografico è molto modesto). Qui Russel “spiega” al mondo come usare un tablet: illuminante!

Stessa sorte preannunciata per il tablet di RIM. BestBuy – la maggiore catena USA di consumer electronics – ha gli scaffali pieni e non sa cosa farsene. Ovviamente stesso pensiero condiviso dai consumatori che hanno abbondantemente snobbato questo prodotto, così come Sprint – il terzo operatore telefonico mobile USA – che la scorsa settimana ne ha di fatto decretato la morte annunciando di aver rinunciato a lanciare la versione 4G prevista originariamente per settembre 2011.

Ma francamente è possibile essere così sprovveduti da avvallare simili decisioni ricoprendo l’incarico di CEO di una super corazzata, incassando stipendi milionari e potendo contare sui migliori consulenti al mondo qualora fosse necessario disporre di qualche consiglio aggiuntivo per validare le proprie sensazioni e intuizioni? Dal mio modesto osservatorio provo a formulare un giudizio che potrebbe essere percepito come superficiale e irrispettoso. Battere Apple iPad oggi è possibile come la storia insegna in dozzine di situazioni dove un prodotto o un servizio dominante ha visto un competitor rosicchiare progressivamente quote di mercato. Apple c’è riuscita con iPhone in un mercato iper consolidato e controllato da grandi brand con tradizione decennale. Ryan Air ha fatto lo stesso nell’aviazione civile europea così come SouthWest negli USA. IKEA nell’arredamento e RedBull nel settore delle bevande. Per ribaltare uno scenario consolidato è però indispensabile disporre di un prodotto/servizio innovativo, con personalità, appeal nei confronti dei consumatori, elementi di differenziazione e aspetti univoci per provare attraverso un’azione di vendita, distribuzione e marketing di cambiare il corso della storia. HP TouchPad è stato definito un “…monumental failure…”. Chi ha approvato il progetto se ancora a bordo di HP dovrebbe essere posto nelle condizioni di trasferire la propria genialità altrove. Spero che la lezione valga anche per le altre aziende che annunciano tablet ogni istante, senza però costruire una combinazione potenzialmente vincente. Credo che Apple gongoli o, ancora più realisticamente, non si ponga nemmeno il problema e concentri le proprie energie e attenzioni a migliorare ulteriormente i propri prodotti. Apparentemente serve aspettare un paio di mesi al massimo.

  1. Federico

    Ciao Stefano,

    Il tuo giudizio ex post e’ ovviamente lucidissimo (forse proprio perche’ fatto a posteriori).
    Perche’ non ti sbilanci con una analisi / opinione anche su Skype vs Microsoft ed anche…Motorola vs Google? Questi progetti falliranno o no? E Perche’?

    Federico

    • Stefano Maruzzi

      Federico,

      su Google & Motorola non posso esprimere giudizi non fosse altro perché il deal deve essere approvato. Al momento è solo un’ipotesi, concreta nelle intenzioni delle due aziende, ma solo un’ipotesi in termini pratici. Di sicuro è un’iniziativa destinata ad avere un forte impatto nel mondo dei dispositivi mobili e nel futuro di Android. Ti rimando a un mio post sui brevetti per qualche altra riflessione in materia.

      Skype finora è stato un grande affare per i consumatori e per chi l’ha venduto. Chi l’ha comprato – almeno fino a oggi – non è mai riuscito a fare molto, salvo poi venderlo a un prezzo ancora superiore, dettaglio non trascurabile. Sta di fatto che MSN Messenger aveva le stesse caratteristiche di Skype già 5-6 anni fa come minimo e sappiamo come sia andata a finire questa storia. La differenza è che almeno quella era tecnologia proprietaria, ma Microsoft non è riuscita a trasformare il prodotto in una piattaforma social, dando in pratica via libera ad altri. Il brand Skype è sicuramente molto forte, ma nella testa dei consumatori cosa significa, quali valenze ha? Inoltre, è sufficiente oggi per competere in un contesto dove la semplice comunicazione via audio e/o video – per quanto di qualità elevata – è solo uno dei tanti ingredienti necessari?

      Ritornando alla facilità di prevedere ex-post, hai ragione. Tutti sono capaci. Se fossi stato meno pigro in questi giorni di vacanza avrei scritto quel post una settimana fa, ma non avrebbe fatto molta differenza. Playbook non supportato da Sprint del 12 agosto era in pratica la sentenza di morte definitiva di questo prodotto. Così come lo sconto del 20% al prezzo retail dell’HP TouchPad del 5 agosto 30 giorni dopo il lancio, era un altro inequivocabile segnale del flop commerciale del prodotto. Su woot.com un’offerta con $120 di sconto aveva raccolto 613 ordini! Insomma, indizi sufficienti anche per un modesto osservatore per capire la fine della storia. Rimane sempre lo stupore nei confronti di un management che dovrebbe essere Top Management e che riesce bellamente a “scivolare” sopra simili fallimenti senza apparentemente problemi né conseguenze.
      Aggiungo da ultimo le chiacchiere fatte con i ragazzi addetti alle vendite in diversi retailers in queste settimane: nessuno aveva una parola positiva per questi prodotti. Seppure un elemento empirico, quello l’elemento che mi aveva convinto che sarà molto dura per chiunque scalfire il predominio di iPad. E sono settimane ormai che sto cercando di convincere le figlie ad acquistare un altro iPad 2 per casa.

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