USA 1 – Resto del Mondo 7


Non un punteggio tennistico da tie-break, ma il numero di mesi trascorsi negli USA  rispetto agli altri passati in Europa, principalmente in Italia, dall’inizio dell’anno. Quattro gli Stati dell’Unione nei quali ho soggiornato: Washington, Alaska, Hawaii e California. Quindi un’esperienza “pacifica” volendo sintetizzare geograficamente. La chiave di lettura più interessante è però quella tecnologica, caratterizzata da esperienze maturate a volte per caso e senza un vero obiettivo preciso. Di seguito una veloce sintesi:

  • Digital TV. La presenza degli schermi LCD è ormai pervasiva. In tutti gli hotel dove sono stato li ho trovati, compresa nave da crociera. Ma non è tanto il dispositivo che mi ha sorpreso, quanto la qualità delle immagini digitali ad alta definizione. Questa piacevole sensazione è stata sperimentata in occasione dei recenti campionati del mondo di calcio, ma la pervasività estesa a notiziari, sitcoms, telefilm e documentari oltre allo sport ha trasformato una novità in un’abitudine alla quale non sarà facile rinunciare. Da questo momento in poi tutto quello che non è HD risulterà di bassa qualità al sottoscritto, invogliando un repentino zapping;
  • Free WiFi. Praticamente ovunque e gratis: aeroporti (anni fa era il solo McCarran di Las Vegas, oggi come minimo SFO, SEA e HNL per averlo sperimentato di persona, ma immagino sia un trend generale). Stessa cosa al Westfield mall di San Francisco, nelle lounge British Airways, nel resort alle Hawaii con copertura nella zona piscina e spiaggia (una vera pacchia!), negli Starbucks, nell’intera cittadina di Mountain View e in molti altri posti. Il tutto non solo gratuito, ma anonimo, senza cioè bisogno di alcuna forma di registrazione. È così che dovrebbe essere anche da noi, ma è legislativamente impossibile per via di una serie di normative vigenti da tempo: cambiarle? Tra qualche settimana che la catena Best Buy, uno dei leader nel segmento della consumer electronics e Costo, retailer di largo consumo, disporranno di reti WiFi gratuite e aperte al pubblico per implementare servizi interni mirati a migliorare la gestione degli scaffali e del magazzino in generale e per rendere l’esperienza di shopping ancora più piacevole. In alcuni casi diventa poi una scelta obbligata dovendo dimostrare il funzionamento di schermi LCD, LED e Plasma connessi in rete. Insomma, un proliferare di soluzioni WiFi che renderanno l’esperienza di navigazione da dispositivi mobili ancora più gradevole e conveniente;
  • Telefoni cellulari. Incredibile sia la velocità di introduzione di nuovi modelli che le regole con cui opera il mercato, molto diverse da quelle a cui siamo abituati. I quattro grandi carriers – Verizon, AT&T, T-Mobile e Sprint – cercano di conquistare sempre nuovi clienti grazie alla promozione di dispositivi sempre più sofisticati e ricchi di funzionalità commerciandoli mediamente a $199 + contratto di 2 anni. L’ecosistema che si è creato prevede quindi una fortissima spinta da parte degli operatori telefonici anche in termini di comunicazione per esaltare le qualità degli handset. Il tutto avviene con campagne che sfruttano appieno tutti i mezzi di comunicazione creando le condizioni per una forte competizione e piani tariffari sempre più interessanti. Personalmente ho sottoscritto un contratto con T-Mobile con una spesa complessiva di $60 (pari a 4 giornate di connessione da un hotel) per avere una SIM GSM compatibile che ho inserito nel mio telefono Android, abilitando anche una WiFi protetta a uso e vantaggio degli altri dispositivi elettronici portati in vacanza (gli iPads e un MacBook Pro). Oltre ad accesso illimitato ai dati (Internet), anche minutaggio telefonico in abbondanza sfruttato per fare telefonate negli USA come locali. Quindi niente roaming sui dati e chiamate domestiche USA tutto incluso. Ormai la soluzione che adotterò ogni volta che verrò negli USA;
  • Android. Mamma mia! Una vera esplosione, un successo esponenziale e quasi sorprendente per velocità, intensità e distribuzione. Verizon – il carrier USA #1 – lo sta sfruttando grazie a una strategia di device concordata con i produttori hardware che spaziano da feature phones a sofisticatissimi smartphones per battere AT&T, esclusivista di Apple iPod negli USA.
  • Power Outlet on board. La soluzione tecnologica più semplice, ma forse più utile tra tutte quelle sperimentate è stata una presa di corrente da 110 volt installata sul van Dodge noleggiato in California. Mantenere carico il mio telefono Android ha richiesto di inserire il caricabatterie nella presa a “muro” e sfruttare il sistema di navigazione (veramente, veramente notevole per precisione e facilità di consultazione) incluso in Android. Attivando la funzionalità Hot-Spot le bimbe hanno potuto continuare a giocare con i loro iPad collegati a Internet anche in autostrada. Forse non il massimo dal punto di vista educativo, ma questa soluzione garantiva un po’ di tranquillità e silenzio, condizioni entrambe apprezzate.

Da ultimo, e senza volerlo o ricercarlo in modo esplicito, è stata la mia prima esperienza USA paperless, cioè senza aver toccato alcun quotidiano o media cartaceo nell’arco di un mese. In verità, proprio l’ultima mattina ho trovato una copia del WSJ davanti alla porta della mia camera accuratamente stesa sul pavimento. L’ho notata, ma sono andato oltre senza nemmeno raccoglierla. Avevo appena letto le notizie del WSJ online e la palestra mi attendeva. Nulla di personale o di forzato, ma un’ulteriore dimostrazione di come mi sia progressivamente abituato in questi ultimi tempi alla presenza e all’uso dell’informazione digitale arrivando quasi a considerare “strana” quella cartacea. Voglia di restare negli USA.

  1. Andrea Cogliati

    Per completezza di informazione, va detto che il Free WiFi è il risultato della crisi economica. Quando sono venuto qui nel 2007, il WiFi era a pagamento praticamente ovunque: Starbucks, Borders, aeroporti, hotels, … con l’avvento della crisi, il free WiFi è diventato uno dei perks con cui attirare clienti.

  2. Emiliano

    Non sai quanto ti capisco. Io sono stato a SF per un mese e mezzo l’anno scorso e il solo fatto che la rete metropolitana fosse coperta da free WiFi è stata una sorpresa enorme. In Silicon Valley si respira la tecnologia. è una sensazione che non ho mai provato da nessun’altra parte.

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