Microsoft, Apple e la musica digitale


Una decina di anni fa ero ancora un appassionato dipendente di Microsoft coinvolto nello sviluppo della parte online, all’epoca MSN. Convinto della rilevanza della componente tecnologia per avere successo su Internet, ho sfruttato questa incredibile opportunità per cercare di apprendere le regole del business della comunicazione digitale sia in ambito nazionale che internazionale. All’epoca non avevo alcun dubbio sulle potenzialità dell’azienda in questo campo e della nostra capacità di sviluppare servizi utili a decine di milioni di consumatori in tutto il mondo. Tra questi, la musica digitale aveva catturato la mia attenzione di sicuro più della possibilità di offrire applicazioni di produttività individuale a pagamento attraverso la rete (AKA Excel, Word, Money e altri pacchetti software). Quest’ultima scelta “strategica”, scientificamente concepita dai nostri leader di quegli anni si è rilevata un vero e proprio disastro non solo per il basso successo riscontrato, ma per aver distratto l’azienda da altri obiettivi più stimolanti e potenzialmente utili (in un altro post vi racconterò delle decisioni prese a proposito degli investimenti su search l’11 settembre 2001).

MSN Music mi sembrava un’opportunità incredibile per noi come business e una proposta vincente per i consumatori, il primo vero servizio a valore aggiunto dopo la posta elettronica e l’instant messaging, queste ultime due aree dove MSN si era mossa con un discreto successo iniziale (grazie all’acquisizione di Hotmail) e con buone prospettive (Messenger). Apple aveva sfornato i primi iPod e iTunes: sebbene fossero evidenti le potenzialità della combinazione hardware e software, i giochi non erano ancora (completamente) delineati. A convincermi che l’impegno dell’azienda era sincero anche l’intensità con cui Steve Ballmer – CEO di Microsoft allora e oggi – aveva condiviso in un meeting interno in modo inequivocabile che “… non permetteremo mai a Apple di vendere più canzoni digitali di noi…”. La realtà delle cose molto diversamente con risultati molto modesti su tutti i fronti. Non so nemmeno se esista ancora MSN Music oggigiorno. Per me una presa di coscienza dei nostri limiti con una conseguente delusione e disaffezione.

Ora, a distanza di anni, è stata resa pubblica una mail di Bill Gates in occasione del Comes vs Microsoft Antitrust case. Nella missiva inviata a diversi top managers di MSN (alcuni ancora in azienda) BillG li esortava a produrre qualcosa di valido nel settore visti i primi risultati conseguiti da Apple. Interessante il titolo della mail stessa. Il documento originale è recuperabili qui.

—– Original Message —–
From: Bill Gates
Sent: Wed 4/30/2003 10:46 PM
To: Amir Majidimehr; Dave Fester
Cc: Will Poole; Christopher Payne; Yusuf Mehdi; David Cole; Hank Vigil

Subject: Apple’s Jobs again.., and time to have a great Windows download service…

Steve Jobs ability to focus in on a few things that count, get people who get user interface right and market things as revolutionary are amazing things. This time somehow he has applied his talents in getting a better Licensing deal than anyone else has gotten for music.

This is very strange to me. The music companies own operations offer a service that is truly unfriendly to the user and has been reviewed that way consistently. Somehow they decide to give Apple the ability to do something pretty good.

I remember discussing EMusic and us saying that model was better than subscription because you would know what you are getting. With the subscription who can promise you that the cool new stuff you want (or old stuff) will be there?

I am not saying this strangeness means we messed up – at least if we did so did Real and Pressplay and Musicnet and basically everyone else.

Now that Jobs has done it we need to move fast to get something where the UI and Rights are as good. I am not sure whether we should do this through one of these JVs or not. I am not sure what the problems are. However I think we need some plan to prove that even though Jobs has us a bit flat footed again we move quick and both match and do stuff better. I’m sure people have a lot of thoughts on this. If the plan is clear no meeting is needed. I want to make sure we are coordinated between Windows DMD, MSN and other groups.

  1. In un followup della mail da te citata Jim Allchin commentava: “1. How did they get the music companies to go along? 2. We were smoked.” … uno dei pochi ad aver poi rassegnato dimissioni aggiungendo anche molto altro.

    • Stefano Maruzzi

      Ho voluto evitare di aggiungere questa seconda email per non sembrare troppo negativo su Microsoft. Effettivamente i Mac sono delle ottime soluzioni sia in ambito professionale che personale.

  2. Microsoft e’ grande e su tanti mercati continua ad essere numero uno.

    Il mio modesto punto di vista pero’ e’ che abbia da sempre due problemi cronici che mi sembrava di riconoscere nel tuo splendido post.

    1) Credo si sia sempre concentrata sul competitor sbagliato, stravincendo la guerra in moltissimi casi, ma mai proponendosi in maniera veramente innovativa “creando” il nuovo mercato ed arrivando a volte a diventare numero uno su un mercato che pero’ ormai stava subendo profondi mutamenti (vedi ad esempio la lotta sul mercato Server/Enterprise a IBM, Sun, Oracle etc. mentre nasceva il mercato Internet/Cloud)

    2) I manager che sbagliavano venivano spesso sostituiti ma anche promossi in nuove posizioni.

    Mi sembra che adesso le cose stiano cambiando pero’. Auguri MSFT 😉

    • Stefano Maruzzi

      Ci sono tecnologie fantastiche in Microsoft su tutti i fronti, dall’online alla parte Enterprise. Forse servirebbe un pizzico di determinazione e focalizzazione in più per renderli dei successi commerciali.

  3. Il successo di Apple nel settore della vendita musica online viene generalmente attribuito al mix hardware+software iPod+iTunes.
    In realtà la Apple ha dovuto affinare il tutto per quasi 3 anni.

    Il “sistema iTunes” ha cominciato ha girare davvero solo dopo il 2004 con l’iPod mini, l’introduzione della ghiera cliccabile anche sul modello classico e una serie di migliorie applicate ad iTunes ed iTunes store.

    Negli anni ’80/’90 “3 anni” rappresentavano un’era informatica, ma per qualche ragione (presumibilmente la batosta Microsoft del 3 aprile 2000 con conseguente fine della “new economy” e dei finanziamenti allegri all’IT), l’innovazione si è bloccata ovunque.

    Ovunque tranne che in Apple (e Google, che però non si è mai interessata alla musica). Dove hanno avuto il tempo di affilare le armi e impostare un servizio il cui maggior pregio non era il mix iPod+iTunes ma, a mio avviso, quello di avere meno difetti degli altri.

    Con soli 99cent a brano, iTunes, era fra i meno avidi. I DRM (seppur odiosi) erano fra gestiti in modo meno fastidioso ed il sistema di acquisto era fra i meno complicati.

    Ma se la concorrenza si fosse limitata a dormre per 3/4 anni, boh… pazienza. Invece siamo nel 2010 e non esiste un dispositivo concorrente in grado di far pesare un minimo di obsolescenza sul mio iPod touch di prima generazione (roba di 2 anni e mezzo fa).

    Questa è la ragione per cui anche in iPad non sono state introdotte da subito tutte le “meraviglie supplementari” che ci si aspettava. Perché farlo subito quando la concorrenza attuale è il Kindle, che avrà pure un display comodo da leggere all’aperto, ma che per lo stesso prezzo offre neppure 1/10 dei servizi dell’iPad.

    (lo so… non ho il dono della sintesi 🙂 )

    -T2

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