Schermo, pixels e bits


Tre anni fa in occasione di un convegno di Hachette- Lagardère ho realizzato un video per illustrare come nuove ed emergenti tecnologie stessero impattando nella vita del generico Joe. Uno dei punti presentati in quell’occasione consisteva nell’enfatizzare la morte del termine televisore sostituita da schermo. Il ragionamento alle spalle era molto semplice: a un consumatore evoluto serve una superficie video sulla quale proiettare contenuti di varia origine e provenienza comprendendo di sicuro quelli da canali televisivi analogici, digitali e satellitari, ma non solo. Già all’epoca popolare i pixels dello schermo con proprie foto, video e DVD un’attività in costante crescita e diffusione.

Questa notte mi sono finalmente deciso a configurare il televisore (oops! schermo) Samsung LED 8100 acquistato qualche giorno prima, ma ancora a riposo nella sua confezione. Il processo di configurazione al quale faccio riferimento si riferisce all’interfacciamento alla rete domestica, operazione semplice grazie alla presenza di un Apple Airport Express strategicamente ubicata alle spalle dell’amplificatore che alimenta l’Home Theather. Un semplice cavo di rete tra il ripetitore wireless e lo schermo e lo schermo è diventato in pochi secondi connesso a Internet.

Nel caso specifico di questo modello Samsung, la “magia” è resa disponibile da Java che immagino rappresenti l’ambiente di esecuzione di una serie di widgets brandizzati Yahoo! gestiti attraverso il telecomando. I primi quattro widgets si riferiscono al meteo, le notizie, la finanza e le foto, tutte powered by Yahoo!. Comodo verificare le previsioni per Milano per i prossimi sette giorni in qualsiasi momento senza troppo faticare visto che il caricamento dei widgets è decisamente veloce anche se non istantaneo.

Il livello di interesse degli altri membri della famiglia chiamati a raduno la domenica mattina è cresciuto esponenzialmente nel momento in cui ho mostrato YouTube sullo schermo. Devo aggiungere altro o mi fermo qui? La prima ovvia considerazione è che i poveri palinsesti televisivi delle televisioni italiane subiranno un drammatico crollo a casa nostra perché le mie dolci due “iene” hanno già chiaramente messo a fuoco che sarà sufficiente costruire una serie di video preferiti via iMac su YouTube per poi visualizzarne il contenuto sullo schermo a 46″ LED comodamente sprofondate nei divani. Non c’è voluto molto immaginare cosa succederà già domani e dopo quando verranno ospitate delle amiche per un primo sleepover post ristrutturazione della casa (al quale dovrà seguire inevitabilmente un immediato intervento di ri-ristrutturazione): solo video, video musicali e bloopers di ogni genere visualizzati sullo schermo in continuazione. E ora non ci resta che approntare il nostro canale YouTube in vista delle vacanze natalizie in modo da comunicare con i nostri amici sparsi per il mondo e – molto più banalmente – mostrare lo stesso contenuto ai nonni quando ci verranno a fare visita. 99% del lavoro svolto con iPhone, macchine fotografiche e videocamere digitali, editing sugli iMac di casa, pubblicazione su YouTube e rendering da oggi anche sullo schermo principale di casa.

Per completare il tutto servirebbe un widget per misurare quanto tempo dello schermo sarà occupato da contenuto proveniente dalle antenne e quanto dalle altre porte di ingresso del Samsung Series 8. Immagino tecnicamente molto semplice, una sorta di Auditel individuale i cui dati potrebbero interessare anche le aziende con forti budget dedicati alla televisione. Televisione: di che si tratta?

  1. Primo commento

    Un piccolo passo, o una piccola configurazione, verso una casa cablata. La presentazione dei nuovi “schermi” con widget, e quindi connessioni alla rete, era oramai dovuta. Oramai Youtube è “il verbo” è tutto il mondo ci gira attorno. Non se ne può fare a meno e NON se ne vuole fare a meno. Però io continuo a vederci una limitazione d’uso ed una carenza d’informazioni. Immagino per strategie di marketing e per venderci futuri schermi.
    Bello l’uso dei widget e di youtube ma pochi parlano di DLNA e/o di utilizzo della rete di casa. Solo pochi siti web parlano di DLAN o di utilizzo della rete al pubblico e, quasi nessun utente, sa come utilizzarli. Auspico presto una “Dummy guide” per la rete di casa.
    Si torna da un viaggio e, senza fare nulla, si mostrano le foto del proprio telefonino e camera direttamente sullo schermo (DLNA), poi con youtube (sempre incorporato nel hw dello schermo) si cercano altre informazioni o filmati.
    Magari la colonna sonora delle nostre foto può essere fatta utilizzando un server di casa dove ci sono memorizzati tutti i nostri album preferiti e dopo ci si guuarda un bel film che abbiamo sul server.. Questa sarebbe la completezza.
    Invece di continuare a vendere HD esterni con pochi € in più (50-100) si compra un piccolo server che tutta la famiglia può condividere da PC, Notebook o da schermo.

    Per quanto riguarda l’Auditel…Ssssss. Non ditelo. Già i loro dati sono molto discutibili ma un nuovo sistema basata sui dati reali che ogni utente genera dal suo futuro (perchè non si potrà fermare) schermo connesso sarà na bella mazzata!

    Buon youtube e DLNA a tutti
    Marco

  2. Gualtiero

    In tema di tecnologia, sono sempre stato affascinato dal parametro “tempo”. Dopo 3 anni che un concetto veniva espresso in un convegno, scrive Stefano, è diventato parte della sua realtà quotidiana. Certo, il riferimento è la realtà quotidiana di quel “consumatore evoluto” che rappresenta la punta dell’iceberg che l’industria guarda, ma spesso non considera. Il fatto è che vince chi riesce ad indovinare quando si deve considerare, trovando il giusto punto di incontro tra innovazione e usabilità quotidiana. Vogliamo considerare una nuova possibile, evidente applicazione di questo concetto? guardate questo http://www.youtube.com/watch?v=ntyXvLnxyXk&feature=player_embedded
    For the media industry…. when?

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